









Il Consiglio Agricoltura dell'Ue, riunito ieri a Lussemburgo, ha approvato a maggioranza qualificata il nuovo regolamento comunitario sugli alimenti biologici, che per la prima volta ammette una soglia di tolleranza per eventuali contaminazioni di ogm fino allo 0,9% (come per i prodotti convenzionali). In altre parole, pur essendo sempre vietato utilizzare organismi geneticamente modificati nella produzione degli alimenti bio, questi potranno continuare a essere etichettati come tali anche quando saranno “contaminati” fino allo 0,9% con materiale transgenico. L'Italia, rappresentata dal ministro delle politiche Agricole Paolo De Castro, ha votato contro il regolamento, ma non è riuscita a mantenere fino alla fine la “minoranza di blocco” formata insieme a Grecia, Belgio, Ungheria e Polonia a causa della defezione di quest'ultima. La presidenza di turno tedesca dell'Ue e la Commissione europea sono riuscite a “scollare” la Polonia dal fronte contrario perché l'opposizione di Varsavia non aveva la stessa motivazione degli altri Stati membri della minoranza di blocco. Mentre italiani, belgi, greci e ungheresi si opponevano proprio all'introduzione della soglia di tolleranza per gli ogm, appoggiati anche dal Parlamento europeo (che aveva chiesto una soglia pari allo “zero tecnico”, equivalente allo 0,1%), i polacchi volevano invece restringere il campo di una deroga riguardante enzimi e vitamine derivati da ogm o prodotti con processi che fanno uso dell'ingegneria genetica. Il nuovo regolamento ammette specificamente l'uso di questi ingredienti, usati per lo più come integratori o come attivatori di processi di trasformazione (gli enzimi ad esempio sono utilizzati per la produzione dei formaggi). Ma, per ottenere il voto favorevole polacco, la Commissione ha modificato il testo aggiungendo una clausola in base alla quale enzimi e vitamine prodotti con l'aiuto dell'ingegneria genetica potranno essere usati solo se non ci sono alternative disponibili sul mercato. Varsavia ha allora cambiato posizione e approvato il testo (in realtà c'è stato anche un scambio con alcune concessioni avute nel parallelo negoziato sulla riforma dell'ortofrutta). L'introduzione della soglia di tolleranza dello 0,9% per gli ogm è stata fortemente voluta dalla Commissione europea, confortata dalle pressioni favorevoli provenienti dai produttori e soprattutto distributori di alimenti biologici del Nord Europa (tedeschi in prima fila, con l'alleanza anche Verdi). I favorevoli alla soglia dello 0,9 volevano innanzitutto scongiurare un aumento dei costi di produzione causato dai controlli più rigorosi che sarebbero stati necessari per mantenere lo 'zero tecnico'. Vi si opponevano, invece, i produttori bio del Sud Europa e le organizzazioni ambientaliste. La decisione dell'Ue lascia adesso una buona parte dei consumatori europei senza più la possibilità di scegliere fra prodotti possibilmente “contaminati” da ogm e prodotti certificati come 'esenti da ogm', una categoria, quest'ultima, che finora coincideva con il biologico.
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