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La Repubblica delle banche. Fatti e misfatti del sistema bancario. Con il concorso del controllore
di La Redazione

Il seguente articolo è tratto dalla rivista Consapevole 15.

«Pochissimi capiranno il sistema, e quelli che lo capiranno saranno occupati a far soldi. Il pubblico probabilmente non capirà che è contro il suo interesse».
Jacob Rothschild – barone e banchiere, capostipite dell’omonima dinastia


«Sembra che si stia discutendo di tutto in questa campagna elettorale: di riforme istituzionali ed elettorali, di tasse, di sicurezza sul lavoro, di salari bassi, di pensioni, di solidarietà sociale, di competitività, di debito pubblico, di temi etici, di parlamento pulito, di evasione fiscale… ma c’è un solo argomento che viene accuratamente evitato, ed evitato da tutti: quello della dittatura delle banche. Un argomento che, “di per sé”, crea omertà… è meglio forse non parlarne!» – con queste parole di Paolo Brunetti (editore di Andromeda) rivolge un appello alla società civile, ma soprattutto a quei giornalisti e opinionisti (Beppe Grillo, Massimo Fini, Marco Travaglio, Milena Gabanelli, Michele Santoro, Riccardo Iacona) «il cui lavoro di informazione è prezioso per tutti noi».
È vero: l’argomento “banche” crea attorno a sé il silenzio: non se ne parla, se ne parla poco, non si sollevano i problemi e le contraddizioni profonde del sistema. Perché, a ben vedere, è proprio dalla dittatura della banche che hanno origine i problemi e le criticità in cui ci troviamo immersi: «solo le Banche Centrali – continua Brunetti – possono decidere quanto denaro stampare e fissare il tasso di interesse; quando il Governo necessita di denaro lo chiede alla Banca d’Italia alla quale paga lauti interessi che, anno dopo anno, accumulandosi, danno luogo ad un pauroso debito pubblico; ogni anno il Governo in carica deve pagare 70 miliardi di euro di interessi su tale debito ai suoi creditori; questi creditori sono banche e assicurazioni: sono i cosiddetti poteri forti che indebitano lo Stato; lo Stato, poi, per potere pagare scuola, sanità, servizi sociali deve far pagare tasse sempre più alte ai cittadini, esso è diventato un esattore per conto del sistema bancario».
Elio Lanutti, nel suo ultimo libro La Repubblica delle Banche (Arianna Editrice), mette abilmente sotto i riflettori la “portata” della casta degli intoccabili banchieri, aiutandoci a capire come veramente tutto – dall’economia, alla politica – sia nelle mani di una ristretta oligarchia di persone, impegnate a muovere le fila dello scacchiere nazionale e internazionale.
Un libro approfondito e scorrevole che svela il vero volto della repubblica (o dittatura?) delle banche: morbida e soft, perfezionata negli ovattati salottini al riparo da orecchie indiscrete.
Vi presentiamo un estratto del libro, dalla prefazione di Beppe Grillo.

La piovra invisibile
Dalla prefazione di Beppe Grillo

«Una gigantesca piovra avvinghia con i suoi tentacoli i destini del mondo. Mafie invisibili avviluppano ogni angolo delle moderne società, condizionando i governi. Costringono le imprese a sottoscrivere derivati avariati, le famiglie a contrarre prestiti a tasso variabile, si insinuano nei tribunali per facilitare i fallimenti, ricomprare le case e mandare sul lastrico i debitori. È il potere bancario, forte, potente, smisurato, che spaccia moneta falsa fatta di swap e derivati, con la complicità di colluse autorità monetarie. Costruisce piramidi finanziarie di carta straccia fondate sulle sabbie mobili, consegue ingenti profitti sulle rovine degli uomini, senza rispondere mai dei disastri e dei crack da loro stessi procurati. I signori banchieri, la super casta più forte della politica e della magistratura, dei partiti, delle religioni, dei governi e di qualsiasi altro potere, rischiano i soldi degli altri o quelli artificialmente creati tramite la finanza sofisticata di carta, denominata future, collateral, option, siv, vanilla, senza neppure le previste autorizzazioni a battere moneta. La casta degli intoccabili banchieri, una cupola invisibile, si arroga il potere di valutare i sistemi economici e la meritorietà del credito. Dalle arbitrarie decisioni di questa ristretta oligarchia, dipendono la vita o la morte di famiglie ed imprese, l'occupazione o la disoccupazione, l'investimento nell'industria o nelle rendite finanziarie, guerre, crisi economiche, espansione o recessione. Di questi banchieri padroni dei destini del mondo – che possono distruggere l’economia, scegliere chi deve vincere una guerra, manovrando flussi finanziari senza alcun controllo, con la creazione di denaro artificiale al di fuori del lavoro o della produzione – c’è da avere paura. Quando guadagnano, lo fanno per se stessi incamerando stock option e premi da risultati miliardari. Quando perdono perché crolla il castello di carta straccia fondato sulla sabbia, se ne vanno da soli (raramente vengono cacciati) con liquidazioni milionarie. Si nascondono per qualche tempo facendo vita da nababbi in qualche paradiso esotico per far decantare l’eco dei disastri, in attesa di riciclarsi di nuovo in qualche altro istituto bancario e/o finanziario, per ricominciare daccapo, indisturbati, a turlupinare le masse, indotte dai servili mezzi di informazione a credere alle virtù miracolistiche di facili arricchimenti, al di fuori del lavoro e dell’ingegno, dei sacrifici e del sudore derivanti dalla fatica degli uomini».
 
«In banca lavorano anche gli ingegneri-strutturatori, che costruiscono con gli algoritmi, prodotti finanziari dai nomi sofisticati per frodare il contraente. Per confondere vengono inventati strumenti rischiosi dai nomi esotici: swap, index, vanilla. Sembra un gusto di gelato, ed invece è una sofisticata trappola che ti fa precipitare nel baratro dell’indebitamento. I piani vanilla che dovevano offrirti la copertura dall’aumento dei tassi, si rivelano piani truffaldini che portano esclusivi vantaggi al venditore e nessun beneficio per il sottoscrittore».
Elio Lannutti – La Repubblica delle Banche


IL LIBRO
Elio Lannutti
La Repubblica delle Banche
Fatti e misfatti del sistema bancario. Con il concorso del controllore

Arianna Editrice, 2008



Elio Lannutti, giornalista ed esperto di questioni economiche, è stato il fondatore dell’Adubsef, una delle più autorevoli associazioni di tutela dei consumatori e dei risparmiatori, di cui è anche presidente. Da oltre venti anni si batte senza tregua contro truffe ed abusi ai danni dei cittadini, ed è una delle voci più ascoltate in questo delicato campo della vita civile. Ha pubblicato alcuni saggi sulle questioni bancarie e del risparmio. Come sfruttare la banca (1993); Guida all’uso della banca ( 1997); Euro, la rapina del secolo (2003); I furbetti del quartierino (2005), gli ultimi due con Michele Gambino.


Segnalazioni librarie:

Dalla parte dei cittadini:come difendersi dal quotidiano ingannodel sistema bancarioDa anni Elio Lannutti combatte le truffe e gli abusi compiuti dalle banche ai danni degli italiani. Fondatore dell’Adusbef, una delle più autorevoli associazioni di tutela dei consumatori specializzata...
 

Marco Saba,
O la Banca o la Vita
Qual è la vera natura del sistema bancario e finanziario mondiale?Cosa sono e come agiscono su scala globale i cosiddetti "poteri forti"? Il sistema bancario e finanziario internazionale domina le società e impoverisce le economie grazie al monopolio della creazione del denaro pubblico, imponendo un...




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