







Nonostante le sciocchezze che insistono a raccontarci a media unificati, i “rifiuti” non sono un problema tecnologico, bensì organizzativo e culturale. Oltre 2000 Comuni secondo i dati ufficiali del Rapporto Apat-ONR1, in Italia hanno superato il 50% di raccolta differenziata: con forme di selezione spinta. È il solo sistema per raggiungere risultati utili per l’ambiente e al tempo stesso avere tariffe sotto controllo, e viene comunemente definito sistema porta a porta. Uno studio dell’Università Bocconi del 2005 (noti idealisti quelli della Bocconi) ha dimostrato che il costo di 1 MWh prodotto da un medio impianto idroelettrico è pari a 66 euro, che scende a 63 se viene prodotto dall’eolico; sale a 121 se prodotto da biomasse e arriva a 280 se si tratta di fotovoltaico. Gli “esperti-rassicuratori”, gli ultimi pervenuti, i tuttologi, i giornalisti che non verificano… coloro che vediamo in televisione quando parlano a favore di impianti di incenerimento, fanno confronti fra inceneritore e discarica tal quale: è un trucco troppo vecchio. E non parlano mai delle discariche per le ceneri di questi impianti. I raffronti che abbiano senso, vanno fatti fra inceneritore e riciclaggio/compostaggio. Valutati dalla Comunità europea, i soli Costi Esterni (che la collettività paga indirettamente come incidenti, impoverimento del suolo e costi sanitari) assommano a: 44 euro a tonnellata per incenerimento e da 13 a 21 euro a tonn per la discarica (a seconda se si recupera il biogas). Un medio calcolo dei sussidi via Enel a inceneritori e processamento di scorie petrolifere, assomma a 40 euro a tonnellata. Altri arrivano a 70 addirittura. Come denunciato dalla X Commissione Attività Produttive della Camera già nel novembre del 2003. Per vedere dove finisce tuttora l’80% dei soldi richiestici in bolletta Enel col Comparto A3 per “sviluppare le energie rinnovabili”, calpestando la direttiva 2001/77/CE, vedasi questo informatissimo articolo. I sussidi Conai utilizzati per la combustione degli imballaggi aggiungono a questi costi intollerabili 5 euro a tonnellata. Solo in Italia si è parificato il recupero di materia col recupero di energia, anche se per qualsiasi analisi del ciclo di vita dei prodotto, è una sciocchezza conclamata. Dopo questi dati ci sarà ancora qualcuno favorevole all’incenerimento, certo. Roberto Pirani, esperto in gestione e riduzione materiali post utilizzo. |
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