









”Dio ricicla, il diavolo brucia.”
– Paul Connett
docente di chimica ambientale, St. Lawrence University, NY
All’ombra del Vesuvio, in una regione che da Napoli a Caserta conta
centinaia di comuni e milioni di abitanti, campi e pascoli cedono il
passo a cumuli di spazzatura, scarti tossici, ammassi di amianto,
residui industriali intombati da vent’anni e discariche abusive a cielo
aperto, che vengono date alle fiamme al tramonto. E in quella che è
stata una delle terre più fertili d’Italia la percentuale di casi di
tumore è il doppio di quella nazionale.
Dietro questa incredibile e cronica emergenza, la mano della camorra, i
cui clan gestiscono il fruttuoso business dello smaltimento dei
rifiuti. Ma, tra le inadempienze degli amministratori pubblici, le
promesse non mantenute dei politici, l’ipocrisia delle regioni del
Nord, la rabbia e la frustrazione della popolazione locale, colpe e
responsabilità appaiono una matassa difficile da districare.
Nell’ostinato viaggio che porta Bernardo Iovene attraverso la sua
Campania natale alla ricerca dei molti perché e delle implicazioni di
un problema che ha rubato la dignità a un intero Paese, la crisi della
“monnezza” si rivela la punta dell’iceberg di una catastrofe ambientale
generale e annunciata, che è anche specchio e causa di una dolorosa
catastrofe sociale.










